
Quello che tocca l'osservatore in queste opere, nate da una libertà e una ricchezza inventiva che sanno mutare i banali materiali di partenza in semplici e geniali magie, è la loro forte poeticità.
Dalle mani di Gabriel escono oggetti che non si impongono per la loro massa o per l'evidenza invadente, ma che si insinuano con leggerezza nell'anima.
Bruno Munari
Milano, 2 luglio 1997

